E' passato più di un anno da quando ho scritto l'ultimo articolo su questo blog. Che fatica tenere un blog personale insieme a tante altre cose! Avevo cominciato con grande baldanza più di due anni fa. Mi sembrava irrinunciabile avere un blog che tenesse insieme tutte le varie iniziative che in qualche modo fanno capo a me, per aiutare le persone - anche i miei clienti - a cogliere il filo rosso che c'è tra tutte ma anche a capire chi è chi, chi fa cosa e perché. Mi sembrava anche semplice.

Ho scoperto che non lo è affatto. E non soltanto perché il tempo manca ma anche perché per scrivere un blog, ritengo, bisogna avere qualcosa da dire e anche pensare che quello che andiamo a dire sia utile ad altri altrimenti, è ancora il mio parere, è solo un esercizio non riflessivo ma, piuttosto, autoreferenziale.

Per questo in questo lungo anno che è trascorso in un lampo, ho scritto altro - poco, spesso solo veloci post sui social di commento a qualcosa o per esprimere qualche mio pensiero - ma qui non ho scritto niente. Ho lavorato molto, invece, a chiarire che tipo di impresa volessi che fosse Bottega filosofica e con chi volessi condividere il viaggio. Forse qualcuno aveva saputo che nel 2017, a febbraio, mi ero rotta malamente una gamba, sono stata ferma quasi sei mesi e con il lavoro anche di più. Tanto tempo per riflettere, per ascoltare, per ascoltarsi, per capire cosa tenere e cosa lasciar andare e questo blog, per un po' è stato tra le cose che ho lasciato andare. Ma non del tutto. E così in questo novembre in cui mi trovo a concentrarmi su cosa tenere, cosa lasciare per fare spazio ad altro ma anche cosa riscoprire e riprendere delle mie risorse è, magicamente ricomparso anche il desiderio di scrivere questo blog. Con meno baldanza, ma con l'entusiasmo che mi appartiene e con molta umiltà. Non so quanti articoli scriverò, né ogni quanto tempo ma ho desiderio di riprenderlo per me e un po' anche per chi ha la pazienza di leggermi.

In questa riflessione mi ha aiutato un prezioso libretto, The Art of mindful gardening, trovato qualche anno fa in un vivaio, un posto delizioso nella campagna intorno a Oxford.

Da questo piccolo volume dedicato non metaforicamente all'arte del giardinaggio durante le stagioni ho tratto il brano che segue (da me tradotto) nella sezione dedicata all'Autunno.

Accettare l’impermanenza

"Quando la stagione declina inesorabilmente verso l’inverno, molte persone si abbandonano al pensiero deprimente che i giorni luminosi dell’estate sono finiti mentre il loro desiderio sarebbe quello di un anno di cieli azzurri e sole ardente senza fine.

Io ho spesso visto questa nostalgia come irrealistica e miope. Senza dubbio, infatti, abbiamo bisogno di un equilibrio nella vita, perché come potremmo apprezzare le giornate tiepide senza avere avuto anche l’esperienza di quelle fredde? O i giorni secchi senza quelli umidi? E ancora più di questo, se il sole fosse brillato finora senza interruzione noi avremmo dovuto dire addio ai nostri campi lussureggianti e alla vegetazione rigogliosa perché il calore avrebbe dominato implacabile sulla terra arsa; le piante sarebbero appassite nella siccità e il deserto avrebbe invaso tutto.

Quanto sarebbe meglio accettare la lenta trasformazione delle stagioni come il miracolo che realmente sono, perché ci insegnano che il cambiamento è la sola costante, e la ricca trama della vita non sarebbe possibile senza l’impermanenza.
D’altra parte come potrebbe una ghianda mutarsi in un albero, un girino in una rana, il seme in un fiore, un embrione in un neonato, se non fosse per l’impermanenza?

Per crescere tutti noi dobbiamo lasciare andare l’essere un bambino. Dobbiamo quindi riconoscere che la permanenza è davvero un’illusione e che ogni fenomeno è sempre in uno stato di divenire. L’universo ricrea se stesso continuamente in ogni momento.

Lasciar andare: una volta che questa consapevolezza si stabilisce dentro di noi e nella nostra vita esso ci appare sempre più come un sollievo e diventiamo sempre più liberi di godere di ogni minuto per quello che è: fresco, intenso e ricco di possibilità.

Possiamo allora lasciar andare il vecchio e guardare a ciò che arriva con entusiasmo e libertà, assaporando le opportunità offerte in ogni istante del tempo che scorre. Amare pienamente ciascuno dei suoi preziosi momenti è vivere sontuosamente la propria vita".

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