Voglio inaugurare la sezione #nodiereti, parlandovi di ALIA. 

ALIA sta per Authentic Leadership In Action. 

Per poter raccontare al meglio la mia esperienza in ALIA, è necessario tornare indietro di qualche anno e partire proprio dall'inizio.

Quando provieni dal mondo aziendale e hai molte responsabilità, come nel mio caso per quasi trent'anni, per quanto la tua curiosità possa essere elevata e il tuo desiderio di approfondire, sapere, allargare la mente, sia forte, accade poi che la giornata sia così ricca di impegni che spesso arrivi a malapena a fare quello che ti sei prefissa di fare e il tempo per coltivare i tuoi interessi, anche solo per girare sul web e cercare, è veramente poco. 

Tra la chiusura dell'esperienza aziendale e l'avvio di un'esperienza libero professionale mi sono voluta concedere una sorta di anno sabbatico, un periodo dedicato interamente allo studio e all’approfondimento di tematiche che mi interessavano. Sono stata all'estero, ho frequentato scuole prestigiose e durante questo percorso ho incontrato per la prima volta il concetto di leadership autentica che mi ha realmente affascinato. Autentica nel senso del percepire e vivere il proprio modo di esprimere il valore e influenzare gli altri rimanendo fedeli a se stessi: se vogliamo andare all'essenziale questo si intende per "leadership autentica". 

“Autentico” viene usato in filosofia per itendere qualcosa che esprime la più propria natura, “autentico” è qualcosa fedele a se stesso, è, quindi, un concetto estremamente importante.

Un’altra premessa da fare, affinché il mio racconto sia completo, è che, in Italia, in termini di teorie manageriali iamo piuttosto arretrati, le teorie a cui le organizzazioni fanno riferimento, quelle sul management stesso o sulla leadership, ad esempio, spesso sono obsolete rispetto a quelle che girano nel resto del mondo. In aggiunta noi italiani con una certa fatica leggiamo testi in altre lingue e questo rende difficile l’incontro con teorie differenti.

Devo il primo incontro con ALIA nel 2012 al collega e amico Luigi Spiga, che come me frequentava Managerzen, grazie a lui infatti avevo conosciuto conoscere SOL, la Society for Organizational Learning, l’organizzazione fondata da Peter Senge, docente del MIT e autore del famoso libro “La quinta disciplina”, per diffondere la conoscenza dell'Organization Learning e del pensiero sistemico nel mondo.

Luigi Spiga aveva deciso di fondare una sezione italiana della Global SOL, radunando alcune persone ritenute da lui adatte e nello spirito giusto per creare SOL Italy.

Anche le teorie e le pratiche dell'Authentic Leadership nascono negli Stati Uniti per inziativa e intorno ad alcuni docenti del MIT di Boston, che spesso sono gli stessi che si incontrano nei luoghi in cui si discute di queste cose. All'inizio del 2012, in quanto socia fondatrice di SOL Italy ricevo l'invito, con quota di partecipazione scontata, a un “Intensive”, così lo chiamano gli americani,  un seminario intensivo sull'Authentic Leadership organizzato in Olanda per cinque giorni. Era marzo e, visto che le mie avventure  all'estero erano già iniziate con la permanenza nell'ottobre precedente allo Schumacher College in Gran Bretagna, ho deciso di vivere quest'altra esperienza e quindi di iscrivermi  all' ALIA Europe Intensive.

La mia prima esperienza in ALIA è stata davvero bella. Certo è faticoso trovarsi in un ambiente in cui gli italiani sono pochissimi e il lavoro è molto intenso, considerando anche che per una settimana parli e pensi soltanto in inglese e ti confronti con cose completamente nuove.

Al mio ritorno da questa esperienza ero veramente felice di esserci stata, avevo tanti pensieri nuovi nella testa, tanto entusiasmo, e anche tanta conoscenza in più.

Da qui sono scaturite delle cose che nel tempo ne hanno alimentate altre, è nata l’idea di dedicarmi all'approfondimento di alcuni temi che sono poi diventati il core dei presupposti su cui lavora Bottega Filosofica. In questo ambiente ho sviluppato amicizie che hanno poi dato vita a progetti come il CIYO e altri.

Questo primo anno è andato così: la SOL Italy ha seguito una sua storia alla quale ho continuato a partecipare e, nel frattempo, già dall'anno successivo l’ALIA Europe Intensive era diventato un appuntamento certo, fisso. Tornando lì mi sembrava di trovarmi veramente a casa, c’erano persone che già conoscevo, altre le ho conosciute nel tempo, era diverso adesso, non ero più una neofita, la ricchezza era ancora maggiore. 

Nel 2103 il tema era la "leadership generativa", eravamo solo due italiane.

L’anno successivo, nel 2014, sono tornata di nuovo in Olanda. Questa volta il tema era la "leadership coraggiosa", e in quell'occasione dovetti realmente avere coraggio perché l’unica italiana presente ero io e non c’era nessuno che parlasse la mia lingua tranne Dorian Baroni, con la quale era già inziata l'avventura del CIYO. Anche quella è stata un’esperienza davvero stupenda. Le cose intorno stavano però cambiando, questi "intensive" così lunghi e costosi cominciavano a non essere più tanto sostenibili soprattutto economicamente e quindi cominciò a farsi sentire la necessità di ripensare anche il modello... ma non posso raccontarvi tutto ora, anche perché da qui parte una seconda puntata di cui vi dirò tutto presto!

 

L'immagine De tio största, n° 2 Barnaaldern è un'opera di Hilma af Klint. 

 

 

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