anima,essenza,sviluppo personale

 

E’ stato come tanti anni fa - più o meno dieci, in una mia vita precedente, potrei dire -, quando, una mattina nel dormiveglia, ho avuto chiaro qual era, allora, lo scopo di Spazi dell’anima, l’associazione culturale che avevo appena fondato e che ancora vive e progetta e vive, in continuo mutamento.{podcast id=1}

 

Anche questa volta è stato così, sono mesi che le idee e i progetti dialogano dentro e fuori dalla mia testa cercando di trovare la giusta armonia e la migliore sinergia tra i diversi modi di manifestarsi delle mie passioni che, oggi, sono anche il mio lavoro e che sono state recentemente combinate in un nuovo contenitore virtuale bottegafilosofica.net.
E’ un po’ che stiamo lavorando, con alcune colleghe, a dei nuovi cantieri. Strumenti non convenzionali per lo sviluppo personale che usino in maniera sistemica tutte le risorse a disposizione e rendano quanto più possibile accessibili (da tutti i punti di vista) e personalizzati i percorsi offerti alle persone. E, in più, una destinazione ancora più variabile e creativa per uno spazio, bello e versatile, come è lo Spazio dell’anima.
Chi mi conosce sa che sono una fissata con il linguaggio, con i significati e con la ‘tenuta’ logica delle cose e ancora c’era qualcosa che mi sfuggiva.
Poi, improvvisamente, complice la mia gamba rotta di questo periodo e una di quelle insonnie ‘generative’ che ogni tanto mi capitano, tutti i pezzettini hanno cominciato a trovare il loro posto a partire dalla stretta connessione tra il concetto di anima e quello di essenza. Vi racconto qui la prima puntata, presto anche le altre.
L’anima è da sempre oggetto di indagini e riflessioni.
Da secoli il punto di vista religioso si confronta con le ipotesi del mondo scientifico, ciò che chiamiamo ‘anima’ è forse un fenomeno neurologico o un’essenza che vive nel corpo di un essere umano?
In molte filosofie e religioni, l’anima costituisce l’aspetto immateriale, l’essenza dell’uomo. E’, nello specifico, ciò che gli conferisce individualità e umanità. Spesso viene identificata con la mente e, in teologia, come la parte immateriale che si unisce al corpo durante la vita e se ne separa, rimanendo, dopo la morte.
Nella filosofia classica, a seconda delle scuole di pensiero, ci sono diverse letture dell’anima: per gli Epicurei è costituita da un insieme di atomi, esattamente come il corpo, per Platone è una sostanza immateriale, quasi vicina a quella degli Dei, parte del cambiamento e del divenire, Aristotele la considera la forma di uno specifico corpo, "l'atto puro di un corpo che ha la vita in potenza": in un corpo costituito da tessuti , organi e sistemi , l'anima è la forma di quel corpo lì, non di un corpo qualsiasi.
Nella filosofia cristiana Sant’Agostino sottolinea la spaccatura tra materiale e immateriale, considerando l’anima come superiore al corpo al punto da esserne una sorta di guida. San Tommaso d’Aquino si rifà alla visione classica, ispirandosi ai filosofi greci, descrivendo l’anima come principio motivante del corpo: l’anima è indipendente dal corpo, ma solo unita ad esso diviene individuo.
Da Platone a Hillman, gli esseri umani, per comprendere il senso di sé nel mondo, devono innanzi tutto decifrare il codice della propria anima.
Ognuno di noi è convinto di venire al mondo vuoto, pronto per essere plasmato dalle esperienze e dagli apprendimenti della vita. In realtà, secondo Hillman, l’anima di ognuno, prima di nascere, sceglie un’immagine con cui manifestarsi sulla Terra e le viene attribuito un ‘daimon’ come guida. Quando veniamo al mondo dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere tabula rasa, il daimon ricorda il contenuto della nostra immagine, ed è custode del nostro destino.
Ogni individuo ha una propria personalità che lo distingue da chiunque altro, una sorta di vocazione che lo rende unico. Per far sì che la nostra esistenza sia autentica questa vocazione va compresa e coltivata: è necessario decifrare il codice della nostra anima, per afferrare il senso della nostra presenza nel mondo.
Ognuno di noi può scegliere liberamente il proprio destino, come illustra Platone nel X libro della ‘Repubblica’, attraverso il mito di Er.
A pochi giorni dalla sua morte Er resuscita e racconta agli uomini il destino che incontreranno dopo la morte, spiega loro che sarà l’anima a scegliere cosa vuole diventare, e non il contrario, la responsabilità è dell’anima (e quindi dell’uomo) non degli dei: sono le anime a scegliere, nell’aldilà, chi vorranno essere nella vita ( il proprio daimon). Il modello di vita è da sempre contenuto nell’anima, dipende solo dall’uomo la scelta di condurre una vita virtuosa, alimentare la parte migliore di sé è una libera scelta. Mettere in pratica la nostra vocazione dipende solo da noi.
L’anima è ciò che fa di noi, noi, è la forma con la quale occupiamo il nostro posto nel mondo, l’anima ha scelto e contiene il nostro daimon, la nostra vocazione. Anima, quindi è essenza. Quell’essenza che scopriamo ascoltando noi stessi e sviluppando il dialogo interiore e che coltiviamo e facciamo fiorire prendendoci cura di noi, della nostra anima, con i nostri apprendimenti e le nostre pratiche.
E’ questo il punto di partenza, una nuova alba per Spazi dell’anima, stay tuned!

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