Alla base del progetto “Masterclass” della Reflective Management Academy c’è una riflessione, la stessa che accompagna molte nostre iniziative: nelle organizzazioni c’è ormai una diffusa consapevolezza che non solo tutto quello che finora ha funzionato non funziona più, ma è sempre più difficile riuscire a immaginare qualcosa di altrettanto efficace per l'oggi. Si tende a dare molte cose per scontate, i significati che attribuiamo alle parole sono molto limitati, non abbiamo parole per nuovi pensieri, usiamo parole vecchie che evocano pensieri altrettanto superati.

Allora inventiamo nuove parole? Considerando anche che i neologismi si affermano con fatica, bisognerebbe piuttosto provare a elaborare pensieri nuovi con parole vecchie, o, meglio, con parole comuni, ri-significandole.

Da queste riflessioni nasce l’idea di creare un contenitore dedicato a chi prende le decisioni: top manager, professionisti, politici, giovani talenti, chiunque in questo paese sia portato quotidianamente a prendere decisioni, perché insieme, partendo dalle parole più comuni del linguaggio organizzativo, si trovino a riflettere a partire dalle domande che sorgono nel momento in cui ci si dà il tempo e lo spazio per sviluppare pensieri nuovi intorno ai "pilastri" del management.

Se pensiamo ai concetti chiave, quelli su cui tutte le teorie manageriali si fondano, troviamo sicuramente parole come: successo, visione, relazioni, competenze, obiettivi.

A partire da queste considerazioni, abbiamo pensato di dedicarci non all'elaborazione dell’ennesima, pseudo-nuova teoria sul successo o sul modo di intendere le competenze ma, piuttosto, alla creazione di uno spazio fisico e mentale nel quale si possa riflettere apertamente, senza pregiudizi, con capacità immaginativa, in una modalità mentalmente libera, schietta e senza censure su che cosa significhino oggi quelle parole e quei concetti  per noi, come persone e come manager delle organizzazioni. Il tutto nutrito da ricerche e letture preliminari e da spunti offerti attraverso una facilitazione competente e leggera.

A partire da questi presupposti, riteniamo possibile costruire qualcosa di nuovo, di fresco.
In maniera generativa, condivisa, nuova, utilizzando alcuni strumenti messi a disposizione dalla teoria: gli  strumenti della filosofia, il pensiero sistemico, il design thinking e tutto quello che pensiamo possa essere utile questo contesto per costruire nuovi pensieri, un nuovo modo di guardare alle cose, al mondo delle organizzazioni. Mantenendo insieme, presenti, sia la dimensione singolare che quella collettiva.

Cosa significano allora successo e insuccesso? Si tratta di qualcosa che in questo nostro mondo è importante? Perché? E allora come reagiamo a un insuccesso? Al mio, a quello di un altro?

Lo consideriamo come un’opportunità o una sconfitta? E che messaggio passiamo consapevolmente o inconsapevolmente alla nostra organizzazione? 

E chi in questo momento è leader del mercato che cosa pensa rispetto ai concetti di successo, insuccesso? Come li utilizza in maniera positiva?

Pensando invece alla visione: cosa significa oggi avere visione? Che rapporto c’è tra visione e strategia? Abbiamo chiaro questo rapporto? E' cambiato? E, se si, in che modo?

E andando avanti e considerando le relazioni. Si parla molto della loro importanza ma poi, nel concreto, che cosa significa per noi entrare in relazione? E soprattutto: con chi? Perché? Con quale qualità? Come le relazioni possono davvero fare la differenza?

Lo stesso esercizio possiamo fare altri concetti cruciali come sugli ultimi due concetti in esame: competenze e obiettivi.

Le competenze sono un sapere? Siamo ancora nel modello tradizionale di competenza - fatto di conoscenze, capacità, orientamenti, quindi il classico “ sapere- saper fare - saper esser - saper divenire -  o oggi con "competenze" si intende un'altra cosa?

E poi ne parliamo al singolare o al plurale? Ce le ho già? Le posso acquisire? E come? Come posso cambiarle? Dunque l’apprendimento è qualcosa di costante? E allora cosa mi consente di apprendere costantemente? 

Ultimo tema: gli obiettivi. Spesso usiamo le parole "obiettivo" e "risultato" come sinonimi, ma non lo sono! Se ci fermiamo un attimo ce ne accorgiamo:  io mi do degli obiettivi per raggiungere dei risultati, mentre posso essere certo degli obiettivi che mi do non posso dire altrettanto dei risultati che riuscirò a raggiungere.

E poi, quando comincio a ottenere risultati, come li metto in  relazione con gli obiettivi? Gli obiettivi che mi sono - o che ho - dato sono obiettivi precisi o sono obiettivi "sfocati"? E quindi: l'obiettivo e la direzione in che relazione stanno tra loro e, di nuovo, le aziende che hanno successo ai nostri tempi come trattano obiettivi e risultati?

Torniamo alla nostra idea di una Masterclass. Possiamo dire che si tratta, "semplicemente" di dare l’opportunità a persone che magari non hanno tempo o non si organizzano, o anche non trovano neanche lo spazio per farlo, di avere un contenitore accogliente, stimolante, generativo, aperto, senza censure per far andare i pensieri in maniera dialogica. Sappiamo bene che proprio quando il pensiero va, si generano nuove connessioni.

Come diceva Marco Aurelio, imperatore, condottiero, filosofo dell'antichità, “pensare è già un agire”.

Chi prende decisioni, spesso, è completamente concentrato sull'azione e molto poco sulla riflessione su cui l'azione si fonda.

Noi, con la Reflective Management Academy, vogliamo dare spazio alla riflessione perché le persone possano produrre azioni più efficaci, fondate su presupposti meglio indagati e indagati insieme ad altri.
L'indagine infatti, come affermava Dewey a proposito della sua idea di Community of Inquiry, è molto più produttiva, molto più ricca, se la si fa attraverso il confronto, attraverso il dialogo aperto  in una logica di "comunità pensante".

 

L'iimmagine è Clear Ideas, un 'opera di Renè Magritte (1958)

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